Sciorinando vecchi pensieri accorgendosi che dicendo le stesse cose non si arriva mai più e è meglio saltellare, ma non so farlo

Dicembre 19th, 2009

E ho scritto di getto e ho amato un sacco e ho vissuto davvero e adesso voglio solo ripetermi.

Ma quando ho scritto una cosa così? Dieci minuti fa ripensavo a come ho ridotto la mia vita ad una comune esistenza dipendente dagli altri e non mi sono nemmeno soffermata sul fatto che forse c’è anche la possibilità di essere felici perché alla fine essere felici non serve a un cazzo, ritorni triste dopo un po’, e lì è dura, ma dura fisso.

Alla fine scrivo per rileggermi e dirmi cazzo sei un sacco brava perché non vai oltre? Perché non sta nelle mie possibilità, perché sono fallita in partenza, perché un momento sono allegra e il momento dopo mi rendo conto di ciò che sono, una stupida tremenda e tossica sigaretta che si consuma a poco a poco per finire i suoi giorni a rimpiangere il passato.

Ero convinta che la gioia fosse parte integrante dell’Uomo, ero totalmente persa in pensieri che mi sono imposta di dimenticare; sognare, ridere, inventare erano prerogative a portata di mano, ma per cosa poi? Per una stupidissima manciata di giorni. Senza neanche domandarmi se forse sbagliavo, se forse non andava rivisto qualcosa.

Sono convinta che sto andando da qualche parte, ma nel frattempo mi sto spegnendo come QUELLA lurida sigaretta che non vede l’ora di morire in un posacenere e stop. Chiudere gli occhi e stop. È la mia idea di come andrà.

E non ho neanche il coraggio di urlare quello che sento perché che cosa sento poi? Che me ne frega qualcosa? Non credo proprio, non mi frega niente di niente, sopravvivo per inerzia e oddio, l’ho detto già tempo fa e ciò dimostra che cosa ne sarà del resto.

Il fatto è che non c’è un problema vero e spendere pagine e pagine per trovarlo è diventato un passatempo, non c’è altro da fare, non c’è un libro da leggere, non c’è un sentiero da percorrere. E non devo capirlo io, perché ci sono già riuscita, ma non so chi altro dovrebbe capirlo. Qualcuno sicuramente, ma chi?

Han detto che non vale tenersi tutto dentro perché poi scoppi, ma cosa significa? Nulla. Scoppi ma poi la lacerazione si ricucisce e ricominci ad accumulare tutto.

E continuo a parlarmi da sola, come un robot autoreferenziale. Non so che fare, se piegarmi e smettere o se brancolare ancora nel buio. Ma ho davvero scritto io quelle parole? quando? Non ci credo, per nulla.

Mi manco. Non tanto per un motivo in particolare. Semplicemente perché pensare di avere già le risposte era più facile per andare a tentoni in un boulevard immerso nell’oscurità.